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Strategie di Investimento

Come vivere di rendita e smettere di lavorare

Come ottenere una rendita e smettere di lavorare nel 2020

Smettere di lavorare e vivere di rendita. È il sogno di tanti, ma realizzarlo non è un’impresa banale, anzi. Servono un capitale iniziale e una pianificazione attenta. Le opzioni più gettonate per la creazione di una rendita sono l’investimento immobiliare (finalizzato all’ottenimento di canoni d’affitto) e quello finanziario. In entrambi i casi è possibile partire con somme relativamente basse, a condizione però di fare gli investimenti giusti.

Chiaramente le situazioni variano da caso a caso. Se si dispone di diversi milioni di euro, basta investire il capitale in prodotti finanziari a basso rischio per ottenere una rendita annua sufficiente a vivere in modo agiato senza lavorare.

Ipotizzando ad esempio di investire 4 milioni di euro con un portafoglio titoli che dà un rendimento annuo netto dell’1,25% si avrebbe una rendita annua di 50 mila euro. Più di 4 mila euro al mese.

Tuttavia, in pochi dispongono di somme del genere. Chi non rientra tra questi fortunati, deve costruire giorno per giorno il capitale iniziale necessario per vivere di rendita. Come? Risparmiando il più possibile. Eliminare le spese superflue consente di accumulare somme considerevoli nel giro di circa un decennio.

Una buona tecnica per incrementare i risparmi è investirli fin da subito, magari sfruttando strumenti finanziari con un rischio minimo. I conti deposito e i titoli di Stati con un rating elevato, ad esempio, consentono di investire con una volatilità piuttosto bassa. Naturalmente i tassi di interesse corrisposti sono ridotti (in alcuni casi non raggiungono l’1% netto), ma è comunque un’opzione da considerare in fase di costituzione del capitale iniziale.

Vivere con una rendita immobiliare

Vivere di rendita grazie ai proventi di uno o più immobili affittati è possibile, ma vanno fatte alcune considerazioni. Anche se sulla carta questa soluzione sembrerebbe più semplice e meno rischiosa rispetto all’investimento finanziario, in realtà non è così.

Innanzitutto la gestione di uno o più immobili affittati a terzi prevede diverse pratiche burocratiche e una tassazione piuttosto elevata sull’affitto. A ciò si somma il rischio di non percepire regolarmente l’affitto. E l’inquilino potrebbe addirittura diventare moroso.

Situazione, quest’ultima, che potrebbe determinare una situazione di stallo per diversi mesi, a causa dei tempi tecnici necessari per lo sfratto. Senza contare che investire in un immobile significa rischiare un notevole deprezzamento del capitale. Il mercato immobiliare sta infatti vivendo un periodo tutt’altro che roseo.

Diversa la situazione per chi riceve in eredità un immobile. In questo caso affittare è un’ottima opzione, con un duplice vantaggio. Da un lato si ottiene una rendita, dall’altro si evita la vendita, che viste le attuali condizioni del settore rischierebbe di essere svantaggiosa.

Quanti soldi servono per campare di rendita

L’entità del capitale iniziale necessario a vivere di rendita dipende dal tenore di vita che si intende tenere e dall’età. Se l’obiettivo è smettere di lavorare a 50 anni e vivere con un’entrata mensile contenuta (intorno agli 800 euro), potrebbero bastare 400-500 mila euro. Chi invece mira ad avere una rendita fin dai 40 anni dovrebbe disporre di diversi milioni di euro, soprattutto se l’entrata desiderata è di 4-5 mila euro al mese.

In ogni caso, per valutazioni di questo genere è consigliabile rivolgersi ad un consulente specializzato nel risparmio gestito. Solo un esperto del settore è in grado di strutturare un piano finanziario bilanciato, che in alcuni casi prevede anche la spesa di una quota dei risparmi accumulati.

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