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Strategie di Investimento

Cosa sapere sulla deducibilità fiscale piani di accumulo e altri vantaggi

I piani di accumulo di capitale (PAC) sono strumenti finanziari che prevedono la composizione graduale del capitale di investimento attraverso versamenti periodici. Hanno diversi vantaggi tra cui la deducibilità fiscale piani di accumulo.

Cosa sapere sul piano di accumulo capitale

Ma iniziamo a chiarire il funzionamento dei PAC. L’investitore versa con cadenze periodiche una certa quota in un fondo di investimento per acquistare una quantità di strumenti finanziari diversa ad ogni versamento. Il rendimento varia a seconda delle performance dei prodotti considerati e delle spese di gestione applicate, che possono essere anche elevate.

I vantaggi principali sono tre.

  • Il capitale complessivo cresce in modo graduale.
  • L’investitore è stimolato a risparmiare.
  • I piani di accumulo sono deducibili.

Quando i piani di accumulo sono detraibili

Mentre i primi due punti del nostro elenco sono legati alla natura intrinseca dei PAC, è necessario chiarire la questione della deducibilità fiscale piani di accumulo.

I PAC possono rientrare, in termini di deducibilità, nelle stesse regole previste per le polizze assicurative sui rischi. Vale a dire che possono essere detraibili in termini fiscali nella misura del 19%. Tale detrazione riguarda esclusivamente il premio annuo versato e prevede un limite massimo.

I piani di accumulo per ridurre il rischio emotivo e di timing

Per una corretta analisi dei PAC, per una corretta analisi del prodotto andrebbero analizzati altri aspetti del prodotto oltre alla deducibilità fiscale piani di accumulo. Un vantaggio spesso sottovalutato di questi prodotti è che eliminano il rischio emotività. Fenomeno che colpisce molti investitori e spesso inficia le loro capacità di guadagno sugli investimenti.

Di cosa stiamo parlando? Sono molti gli investitori che decidono di investire o disinvestire in un prodotto a seconda delle tendenze del momento. Il comportamento può comune diventa quindi vendere quando si è vicini ai minimi e acquistare in prossimità dei massimi. E il fenomeno si accentua in situazioni con una volatilità marcata.

È chiaro che tenendo un approccio di questo tipo i guadagni sono tendenzialmente bassi, o per essere più precisi molto al di sotto di quelli potenziali. Ma con i PAC l’investitore non rischia di cadere in questa sorta di trappola emotiva, poiché l’acquisto di nuovi prodotti avviene con una scadenza predefinita e, essendo mediato da un gestore, non lascia all’investitore la totale libertà che invece avrebbe operando direttamente sui mercati finanziari.

Viene inoltre eliminata la cosiddetta componente stagionale e ridotto in modo sensibile il rischio di un timing errato. Quest’ultimo in particolare riguarda chi si concentra su un numero di prodotti finanziari ridotto, affidando quindi a ciascuno strumento una quota significativa del proprio capitale. La diversificazione rimane infatti una componente essenziale di qualsiasi strategia di investimento.

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