Pianificazione finanziaria

Investire è una questione complessa. E quando non si hanno obiettivi chiari e una strategia ben definita, può diventare un’impresa. Per non sbagliare, ogni decisione andrebbe assunta in seguito ad una valutazione razionale e consapevole dei rischi e dei possibili guadagni associati agli strumenti finanziari. È qui che entra in gioco la pianificazione finanziaria.

Cos’è la pianificazione finanziaria e perché è tanto importante

La pianificazione finanziaria è il processo di analisi che porta a comprendere i bisogni economici individuali e familiari. È incentrata sulle capacità reddituali e patrimoniali dell’investitore e mira a soddisfarne esigenze e bisogni, tenendo conto della realizzazione di progetti e del raggiungimento di obiettivi finanziari.

Andrebbe condotta nel modo più oggettivo possibile, nell’ottica di ridurre al minimo la componente irrazionale nell’amministrazione del denaro. Solo a queste condizioni abbiamo una programmazione efficiente nella gestione del patrimonio, di cui fanno parte diversi aspetti fondamentali che scandiscono quotidianità ed eventi particolari. Ne sono esempi: attività lavorative, accantonamento di denaro a scopo previdenziale, finanziamento della formazione dei figli o altri progetti legati alla famiglia (come l’acquisto di una seconda casa), eccetera.

Spesso la pianificazione finanziaria è considerata un processo piuttosto circoscritto in termini temporali. Ma è davvero così? In realtà, andrebbe vista come un percorso continuativo, da sviluppare nel corso di tutta la vita del risparmiatore. A dirlo è la norma ISO 22222, che definisce le fasi fondamentali della pianificazione, nonché le qualifiche necessarie per i pianificatori finanziari personali (consulenti specializzati nella pianificazione finanziaria).

Nello specifico, secondo la ISO 22222, la pianificazione dovrebbe prevedere l’analisi degli obiettivi finanziari, la verifica di entrate ed uscite e la definizione degli investimenti in relazione alla tolleranza al rischio. Con il passare del tempo, inoltre, la gestione del patrimonio è soggetta a un’attività di aggiornamento e ridefinizione, alla luce di potenziali cambiamenti di obiettivi e delle condizioni offerte dal mercato finanziario.

Come creare una programmazione finanziaria, dagli obiettivi alla propensione al rischio

Quali sono i passaggi previsti per una buona pianificazione finanziaria? Innanzitutto, ogni scelta di investimento dovrebbe seguire una valutazione razionale del significato e del valore delle decisioni di allocazione. Analisi per cui spesso è utile l’assistenza di un consulente finanziario, che affianchi il risparmiatore nella costruzione dell’asset allocation.

La pianificazione finanziaria ricerca la massima coerenza tra esigenze personali e strutturazione del patrimonio. Per questa ragione la definizione del profilo dell’investitore è un passaggio imprescindibile. I fattori da tenere in considerazione sono principalmente tre: obiettivi finanziari, propensione al rischio, orizzonte temporale.

  • Gli obiettivi: capire cosa ci si aspetta dall’investimento del capitale consente di creare una strategia mirata.
  • L’orizzonte temporale indica i tempi nei quali si desiderano ottenere certi risultati, nonché il periodo massimo per cui si è disposti a bloccare una parte della propria disponibilità. Può essere breve, medio o lungo, ed è definito in base all’età e agli obiettivi del risparmiatore.
  • La propensione al rischio è forse il tema più delicato nella definizione del profilo dell’investitore. Indica la capacità di sopportare le perdite e deve essere individuata chiaramente per poter selezionare, in modo corretto, gli strumenti finanziari. Una valutazione errata può compromettere l’intera pianificazione.

Sebbene ogni risparmiatore abbia specifiche necessità ed ambizioni, generalmente per tracciarne il profilo si fa riferimento a quattro modelli base: conservativo, moderato, dinamico e attivo.

Una volta delineato il profilo del risparmiatore, si passa allo sviluppo dell’asset allocation. Viene strutturata una strategia di investimento e composto il portafoglio più indicato alla sua messa in atto.

È buona regola rivedere periodicamente il portafoglio, verificando che le premesse su cui si fonda la strategia adottata siano ancora valide, sia rispetto alle necessità del cliente che all’andamento dei mercati.

Gli step da seguire per una corretta progettazione finanziaria familiare

Una buona pianificazione finanziaria poggia su una corretta osservazione della situazione patrimoniale e familiare. Sono esaminate entrate ed uscite periodiche, senza trascurare l’incidenza degli imprevisti, in modo da bilanciare le somme da accantonare e quelle da investire.

Ma come fare una corretta stima della capacità di risparmio? Il segreto è partire dalla condizione economica attuale e passata dell’investitore o del nucleo familiare. Calcolando le entrate e le uscite abituali, tenendo conto delle specifiche caratteristiche delle fonti di reddito, l’individuazione delle somme da investire risulta molto più semplice.

Il monitoraggio periodico del bilancio familiare è poi la soluzione più efficace per agevolare la gestione del patrimonio. A questa attività andrebbe riservato un giorno fisso (ad esempio ogni 15 del mese). E per non fare confusione, è buona norma creare un registro di entrate ed uscite, suddiviso per categorie. In questo modo sarà facile tenere traccia di ogni voce di spesa, incluse quelle che tendono a sfuggire, come le imposte con cadenza biennale.

È importante poi non sottovalutare le spese voluttuarie di piccolo importo, specie quelle che si ripetono di frequente. L’acquisto delle sigarette è l’esempio più rappresentativo. Pochi euro spesi ogni giorno possono diventare oltre mille euro di uscite in un anno.

La somma da accumulare periodicamente è condizionata dagli obiettivi, personali e/o familiari, in programma (come ad esempio l’acquisto di un’auto). È evidente che ogni obiettivo, per la sua realizzazione, avrà bisogno di un certo importo. Questa somma dovrà essere suddivisa per il numero di mesi che intercorrono tra la fase di pianificazione e l’effettivo conseguimento dell’obiettivo. Così facendo basteranno pochi, semplici calcoli per determinare la quota da accantonare mensilmente.

Riprendiamo il nostro esempio, il programmato acquisto dell’auto. Immaginiamo uno stanziamento di 30.000 euro da strutturare in 5 anni (60 mesi). A livello mensile, per il solo obiettivo auto, andranno accantonati 500 euro. Ipotizzando invece di voler spendere 2.000 euro per una vacanza in programma per l’anno successivo, il risparmio mensile dovrebbe essere di circa 167 euro.

Pianificazione finanziaria personale e familiare, ecco cosa ti permette di fare

Le ragioni per intraprendere un percorso di pianificazione finanziaria sono numerose. Per prima cosa rende il risparmiatore completamente consapevole della propria situazione finanziaria e patrimoniale.

Non solo. Lo aiuta anche a comprendere i bisogni finanziari e le priorità ad essi attribuite. Condizione che potrebbe sembrare banale, ma non lo è affatto. Evidenziare le necessità prioritarie è infatti il primo passo per soddisfarle.

In quanto agli obiettivi che è possibile raggiungere, la pianificazione consente, ad esempio, di costruirsi autonomamente una pensione integrativa, provvedere allo studio e al futuro dei figli, acquistare una seconda casa, e tanto altro ancora. Tutto dipende dall’orizzonte temporale e dalle risorse finanziarie.

La protezione del patrimonio dall’inflazione e dalla pressione fiscale è un’altra prerogativa di una corretta pianificazione finanziaria, che agirà per tempo prendendo le dovute contromisure. Contemporaneamente viene ottimizzata la capacità di risparmio, riducendo le spese inutili.

Ma pianificare non va inteso come sinonimo di privazione. All’interno di un progetto ben articolato e funzionale alle esigenze del risparmiatore c’è spazio per qualche spesa straordinaria, senza che questa pregiudichi il conseguimento degli obiettivi.

Programmazione finanziaria aziendale: meglio fare chiarezza su tempi e modalità

Oltre che per l’amministrazione del capitale personale, una corretta e attenta pianificazione finanziaria è utile in ambito aziendale. La conoscenza dei flussi finanziari, associata ad una gestione oculata, permette di superare persino situazioni critiche.

La pianificazione finanziaria aziendale consente di verificare che nell’impresa vi sia un corretto equilibrio monetario tra entrate ed uscite, nonché un adeguato bilanciamento tra impieghi e fonti di capitale, affinché gli investimenti abbiano una copertura finanziaria idonea.

Le pianificazioni aziendali possono essere di breve periodo (1 anno) o di medio-lungo periodo (considerando dai 3 ai 5 anni). Le prime vengono solitamente realizzate partendo dai budget di cassa mensili e sono molto dettagliate.

Le pianificazioni a medio-lungo termine invece sono spesso il risultato dell’analisi di bilanci previsionali, caratterizzati da un certo grado di approssimazione. Per un prospetto più dettagliato meglio rifarsi ai budget di cassa infrannuali.

Non solo in fase gestionale, la pianificazione è particolarmente utile anche quando si desidera presentare una richiesta di finanziamento. In questi casi infatti la banca desidera conoscere i flussi dell’azienda. La pianificazione finanziaria è lo strumento ideale per organizzare e tenere sotto controllo entrate ed uscite. Un piano chiaro e redatto correttamente può determinare l’esito della richiesta di credito.